sabato 23 dicembre 2006

Progressioni musicali




Stilisticamente debitori ai migliori Gentle Giant e Yes, i cinque Yezda Urfa costruiscono con questo album un collage impazzito di citazionismi, di galoppate furibonde, di destrutturazioni del tessuto compositivo. Una kermesse sonora che è allo stesso tempo omaggio ossequioso e parodia estremizzata della cifra stilistica degli ispiratori inglesi.

Difficile descrivere a parole i brani del disco: sette pezzi che lasciano poca tregua all'ascoltatore, durante i quali i (pochi) momenti rilassati e melodici molto belli, fra l'altro, vengono sovente spazzati via da accelerazioni, frenesie, contrapposizioni feroci fra leziosismi molto vicini a Bach e stacchetti di caos infernale, musichette da luna park, progressioni al fulmicotone.
Se certo prog è stato definito "barocco", con gli Yezda Urfa siamo in una sorta di prog dada-barocco: una musica ricca di spunti e di sorprese, ma che al primo ascolto può dare le vertigini, tanto sembra non voler dare fiato o punti d'appoggio all'ascoltatore.
Disco pieno di cose da scoprire, consigliabile a coloro che comunque si siano già avvicinati all'abc del prog, e che abbiano almeno digerito i fondamentali. Decisamente sconsigliato ai fruitori dell'easy listening.

Track listing

1. Give 'Em Some Rawhide Chewies (3:50)
2. Cancer Of The Band (6:48)
3. Tota In The Moya (10:14)
4. Boris And His Three Verses (2:50)
5. Flow Guides Aren't My Bag (4:45)
6. (My Doc Told Me I Had), Doggie Head (5:02)
7. 3, Almost 4, 6 Yea (8:39)

Total Time: 42:08

Line-up

- Brad Christoff / drums, tubular bells, metalophone, and percussions
- Phil Kimbrough/ keyboards, accordian, mandolin, flute, recorder, vocals
- Marc Miller / bass, cello, marimba, vibes, vocals
- Rick Rodenbaugh / vocals
- Mark Tippins / guitars, vocals


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