martedì 6 marzo 2007

Progressivamente parlando

MAXOPHONE

Questo capolavoro, ristampato poi in inglese, è un tripudio di sonorità solari, che fanno sognare e gioire. La loro musica è quasi una summa del prog, soprattutto per le influenze inglesi, ma senza smarrire la propria personalità. Li si può accostare ad alcuni esponenti del fenomeno di Canterbury per la melodicità e le parti strumentali, ma soprattutto ai Gentle Giant per vari motivi: l'ironia di alcuni arrangiamenti, i giri di basso e le ritmiche semplici ma perfettamente incastrate con la chitarra simile a quello di Gary Green, e per i cambi di tempi e l'uso dei strumenti così inconsueti come corno inglese, vibrafono e il clarinetto.

Tecnicamente preparatissimi, paragonabili ai più blasonati PFM e Banco, con alle spalle solidi studi classici e un invidiabile quanto inconsueto organico, danno vita ad un insieme di brani pulsanti di creatività e talento, permettendo un'ideale fusione tra musica colta e popolare: uno dei motivi d'essere della musica Progressive.

Nel 2005 è uscito un interessante cofanetto CD + DCD dal titolo From cocoon to butterfly che rievoca tutte le, aimè troppo poche, gesta della band. Il lavoro è stato promosso da sporadici concerti che lasciano sperare in una reuniun proficua e duratura.

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