
Wobbler - Hinterland
Track listing
1. Serenade For 1652 (0:41)
2. Hinterland (27:47)
3. Rubato Industry (12:45)
4. Clair Obscur (15:37)
Total Time: 56:50
- Lars Fredrik Froislie / keyboards, glockenspiel
- Martin Nordrum Kneppen / drums, recorder
- Kristian Karl Hultgren / bass, alto & tenor saxophone
- Tony Johannessen / vocals
- Morten Andreas Eriksen / electric & acoustic guitars, mandolin, tambourine, kazoo
Guest musicians:
- Ketil Vestrum Einarsen / flutes, vocals
- Ulrik Gaston Larsen / Theorbe, Baroque guitar
- Paulina Fred / recorder
- Aage Moltke Schou / percussion
CD Laser's Edge LE1041 (2005)
Hinterland, ovvero la terra che sta dietro, il mondo nascosto, uno spazio fantastico a cui l'ascoltatore è introdotto fin dalla copertina (un primo richiamo ai Gentle Giant), fatto di paesaggi sonori impalpabili ed eterei, pieni di influenze folk e classiche, tanto che i paragoni che vengono in mente per primi sono quelli con gruppi come PFM o Il Balletto di Bronzo.
Inseriti senza dubbio in quella scena scandinava che vede come cardine gruppi quali Anglagard ed Anekdoten, i Wobbler hanno si somiglianze con le band citate, ma sanno dare anche un piacevole tocco dark al proprio sound, riuscendo a non farlo sembrare un debole tentativo di inseguire sonorità settantiane (molto presenti durante tutta la lunghezza dell'album).
Le tastiere di Lars Fredrik Frøislie fanno di tutto per creare piccoli gioielli sinfonici, sorrette da un'ottima sezione ritmica (opera di Martin Nordrum Kneppen alla batteria e di Kristian Karl Hultgren al basso). Forse, a volerla dire tutta, tutte le composizioni sono un po' troppo keys-oriented, e questo di tanto in tanto fa perdere alla musica sia un po' di mordente che un po' di varietà. Niente di grave, visto che nella splendida title track (28 minuti di durata) si alternano passaggi meditati ad altri dove la splendida chitarra di Morten Andreas Eriksen si diverte a tessere complicati arabeschi della più raffinata fattura.
Stravaganza e fedeltà allo spirito progressive sono il biglietto dei Wobbler, un gruppo che, se si era messo in testa di non riscrivere la storia della musica ma di divertire l'ascoltatore con il proprio affresco sonoro, ha raggiunto a pieno il suo obiettivo.

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